Il periodo della Quaresima a Mbeya

Vi raggiungo nella settimana dell’ottava di Pasqua per comunicarvi qualche notizia dalla missione di Mbeya in questo tempo delle festività pasquali.

Quest’anno ho notato un aspetto peculiare del periodo della Quaresima in missione, legato anche al fatto che nelle comunità cristiane sono presenti numerosi gruppi di preghiera, piccole comunità, chiamate in swahili “jumuiya”. Le pratiche della preghiera, del digiuno e dell’elemosina personali sono vissuti dunque anche in modo comunitario, tenendo strettamente collegati il senso del digiuno e dell’elemosina. Il Centro Allamano, essendo in città, ha ricevuto decine di visite: solo in una mattina, un sabato della quarta settimana di quaresima, sei gruppi! Ogni gruppo ha portato dei doni acquistati con i soldi risparmiati dal digiuno: zucchero, farina, sapone, frutta, legumi ed altro.

Solitamente quando i gruppi hanno organizzato l’attività hanno tenuto presente che nel centro ecclesiale Allamano ci sono due realtà: la casa dei bambini e ragazzi orfani e disabili e quella dei bambini e ragazzi accolti dalla strada, per cui hanno visitato entrambi i centri. E quest’anno i doni sono stati così numerosi che una parte sarà condivisa con un altro orfanotrofio a circa un’ora di distanza dalla città!

I gruppi erano molto eterogenei: a volte costituiti da dieci, venti, cinquanta persone. Ancora mi chiedo, pur avendolo visto con i miei occhi, come siano riusciti ad entrare tutti nella sala diurna della casa, equiparabile ad un salotto di una casa domestica! Sono venuti a fare visita gruppi di bambini di scuole elementari gestite da parrocchie vicine, gruppi di giovani carismatici, associazioni di donne cattoliche, gruppi di donne e uomini facenti parte di piccole comunità parrocchiali. Ci sono stati anche gruppi di chiese cristiane Pentecostali venuti dall’altra parte della città: un “ecumenismo” di fatto!

La Settimana Santa nell’Arcidiocesi di Mbeya è iniziata nel lutto. Un sacerdote diocesano di nome P. Alfred Simkonda è morto in un incidente stradale il giovedì precedente, tornando dalla Messa Crismale, che qui si celebra una settimana prima, per il fatto che l’Arcidiocesi è molto estesa e le parrocchie limitrofi distano anche tre, quattro ore o più di macchina dalla Cattedrale. P Alfred era tornato nel Novembre scorso dall’Italia dopo aver conseguito il dottorato in bioetica a Roma ed aver prestato servizio pastorale nella Diocesi di Agrigento. Avrebbe compiuto quest’anno cinquanta anni. Nei funerali i familiari, il clero ed i fedeli di Mbeya hanno condiviso i sentimenti di cordoglio, tristezza e senso del mistero della morte, che arriva improvvisa, cambiando i programmi.

Dal lutto alla festa della Resurrezione, dal dolore alla gioia: questo il nostro cammino come fedeli durante la Settimana Santa!

Abbiamo celebrato la Messa del mattino di Pasqua con la gioia di tutti i bambini e ragazzi. La celebrazione della messa di Pasqua è stata una esplosione di canti e di danze, visto che in quaresima le celebrazioni sono state più sobrie.

Il piatto tipico della festa in Tanzania è il “Pilau”, si tratta di riso cucinato con una spezia di nome pilau, accompagnato da carne di manzo o pollo e verdure. Su “ordinazione” dei bambini e ragazzi ho cucinato la pizza e la torta al cioccolato: dei gusti “italiani” da loro particolarmente graditi!

Nel lunedì di Pasqua ho partecipato nella cappella di S. Bernardo alla celebrazione di 27 battesimi (che vedete nella foto); mentre contemporaneamente ne venivano celebrati una trentina anche nella Parrocchia di S. Chiara d’Assisi. È evidente anche da questi dati il grande tasso di natalità presente nel quartiere di Ituha e nella parrocchia di Shewa, dove può capitare che il battesimo sia ricevuto da due fratelli aventi soli due anni di differenza.

Grazie per la vostra attenzione alla Missione. Vi saluto con amicizia!

Giada Melis

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