Ignazio e Chiara da Salvador Bhaia – Marzo 2012

Salvador Bahia, 18 marzo 2012.

progetto_PEQUENA_PONTECiao, siamo a Salvador da tre giorni e non ci siamo ancora acclimatati, Il motivo principale è che qui fa luce molto presto, verso le 5 e mezzo. Oggi sono riuscito ad alzarmi alle 6.10… In compenso si va a letto un po’ prima.

Siamo alloggiati nel quartiere del Rio Vermelho presso una casa di un francese sposato con una brasiliana; disponiamo di una colazione deliziosa ed abbondante, ricca di frutta e pochi grassi. Questo fa si che raramente abbiamo bisogno di cenare, nel senso classico del termine. Anche se avant’ieri abbiamo approfittato di risiedere vicino alla “Praca da dinha de acarajé” per mangiare l’acarajè (polpetta fritta a base di fagioli) accompagnata da gamberetti.

Siamo stati alla Pequena Ponte sia il primo giorno che ieri quando abbiamo incontrato l’architetto che segue il progetto a Salvador, MarcoAntonio, insieme a Joselito e Rita Maria.

La nostra partecipazione “europea” all’incontro  è stata molto propizia. Soprattutto abbiamo definito la grandezza della palestra. Il progetto preparato da Alberto Lixi a Cagliari, infatti, prevede anche il campo regolare di basket e pallavolo comportando un palestra di  40 metri di lunghezza; ora abbiamo deciso di ridurre la lunghezza a 22/27 metri, più 5 metri per spogliatoi che, su mio suggerimento, posizioniamo in modo lineare sul lato a confine del terreno della Pequena.

Due vantaggi:

1)      minori costi di costruzione e di esercizio (costi come l’ICI e IMU italiani)

2)      possibilità di ampliamento della palestra in un secondo tempo sul lato interno al terreno della Pequena, se utile e necessario.

Abbiamo anche definito la scelta della tipologia di costruzione: non in legno, ma con pilastri e copertura prefabbricati. Minori spese, minori tempi di costruzione e maggiore coerenza (spartanità) con lo spirito della Pequena Fraternitade.

E’ stato necessario questo incontro a Salvador per arrivare a queste due semplici conclusioni. Considerate anche che per la Pequena la palestra è pure una necessità, in prospettiva, ma certamente non è la quotidianità di oggi, fatta invece, di tanti piccoli problemi e questioni da superare.

Lunedì o martedì MarcoAntonio avrà terminato la revisione del progetto e ci incontreremo di nuovo.

A questo punto si potrà fare una stima più precisa dei costi che a prima vista non dovrebbero discostarsi molto da quelli ipotizzati in Italia da Alberto Lixi. Ma per avere i costi precisi dovremo attendere, anche dopo la mia ripartenza per l’Italia, di ricevere specifici preventivi da diverse ditte fornitrici.

MarcoAntonio sarà il direttore dei lavori e devo dire che, dopo averlo conosciuto la cosa mi da’ molta fiducia perchè l’ho visto molto professionale e meticoloso.

Sempre all’inizio della prossima settimana dovremo riuscire a parlare con dei funzionari di banca per l’apertura del conto corrente. In realtà non sarà possibile farlo né come Il Villaggio, né come cittadino italiano. Dovremo aprirlo con un prestanome brasiliano (esempio Rita Maria) ma con possibilità di operare con internet banking dall’Italia.

Rita Maria ci aveva già preannunciato i cambiamenti della zona in cui sta la Pequena. Rispetto a dicembre 2009 la trasformazione è radicale: nuovi condomini, anche di 800 famiglie; questo fa si che da quartiere a prevalente presenza di favelas e case ultra popolari, si stia trasformando in zona “mista” con aggiunta di nuove famiglie del ceto medio. Non sono esperto di questioni urbanistiche, ma a naso, credo che sia una soluzione sociale migliore di quella che identifica dei quartieri omogenei, cioè “ghetto” in cui difficilmente si avrà l’elevazione sociale dei più disagiati. In senso strettamente utilitaristico e di prospettiva (che però si sta già sperimentando in concreto pure ora) questa nuova situazione porta ad una domanda di attività sportiva, da parte di persone che possono pagarla, molto interessante. E dunque una possibilità maggiore che le quote raccolte permettano alla Pequena l’autofinanziamento e di far svolgere l’attività sportiva anche ai ragazzi che saranno presenti per una motivazione di reinserimento sociale/familiare.

Rispetto alla Pequena in senso stretto vi devo dire che se è vero che sono stati interrotti gli inserimenti stabili di ragazzi minorenni, in realtà sono numerosi i ragazzini che frequentano la Pequena e che stanno in Comunità per tutta la giornata fino a  sera tardi.

L’Associazione Pequena Fraternitade sta studiando con un’amica magistrato la formula per poter riprendere in modo stabile ed ufficiale l’ospitalità: sostanzialmente ci sarà un sistema tipo l’affido italiano formalizzato ai singoli soci dell’Associazione per evitare la burocrazia del riconoscimento statale della Pequena come struttura tipo “Casa Famiglia” che vincolerebbe troppo la Pequena.

L’aria che si respira alla Pequena è sempre quella che abbiamo conosciuto coni ragazzi a dicembre 2009. Non ci sono più Dedè e Welito, ma il clima è sempre lo stesso.

Tra l’altro Joselito Figuereido Ferreira, Mestre di capoeira, è stabilmente, pure se non vi dorme, alla Pequena e questo ha irrobustito la Pequena perchè Joselito Barbosa (Rasta) ha un altro supporto per il coordinamento delle attività.

Per ora è tutto. Vi saluto con un abbraccio anche da parte di Chiara.

Ciao, Ignazio

Salvador Bahia, 22 marzo 2012.

Ciao a tutti, oggi è venerdì e mancano appena 4 giorni al nostro rientro. Il tempo è volato;  domenica scorsa abbiamo fatto un pranzo speciale. Mauricio Robbe, il campione mondiale di jiu jitsu che sostiene attivamente la Pequena Fraternitade ed è stato anche con noi a Cagliari nel luglio 2010,ci ha invitato con sua moglie Debora per fare un giro in auto verso le spiagge (ma solo oggi siamo riusciti a fare il primo bagno…) e poi a pranzo a casa sua. C’erano anche Rita Maria, Joselito Barbosa e Nicoletta, la nipote di Luciano Selis qui da due mesi presso la Pequena. Debora e Mauricio ci hanno fatto assaggiare una specialità, il “Bobo” che in sostanza è una minestra molto densa che contiene frutti di mare, cipolla, manioca, pomodoro; come un passato con pezzi solidi corrispondenti ai frutti di mare. Si serve accoppiata col riso e con la farina di manioca. Se volete aggiungete una delle salse piccanti, quelle che sono piaciute molto a Marco Porrà nella permanenza qui a  dicembre 2009… ed il pranzo è servito!

Il pranzo, come sempre, suggella la cordialità e l’amicizia tra le persone. Così è stato anche questa volta. Il legame tra Bahia e la Sardegna ormai è molto forte.

Naturalmente questa mail non si limita a questo racconto enogasttronomico. Ci sono diverse cose interessanti da comunicarvi.

Intanto, MarcoAntonio ha definito il nuovo progetto; è molto più razionale e raccolto; impegna meno superficie (32 mt. x 18mt.). Ora si deve passare alla fase di definizione dei costi. Marco Antonio ha contatti solo con grosse imprese e  perciò in questo lavoro di raccolta preventivi si impegneranno anche Joselito e Rita Maria, come in occasione della costruzione della attuale Pequena Ponte. Di questo argomento parleremo a fondo al mio rientro perchè è il più delicato. La cosa interessante da registrare è che abbiamo un progetto di palestra condiviso da chi la dovrà gestire. E’ modulare e permette di realizzare per lotti ciò che in un’unica fase non fosse possibile fare per motivi economici.

Il secondo fatto riguarda la conoscenza che abbiamo fatto, mercoledì sera e a cena, a casa di Zelia, di 4 persone, tutte impegnate nell’Associazione Pequena Fraternitade: il Tesoriere, Jucelma, nota come Ju; 45 anni sposata con Claudio, fa di mestiere la contabile; come il marito che è consigliere del direttivo della Pequena, Maria Zelia, nota Zelia, segretaria; suo marito Antonio, noto Toni, ingegnere chimico, fa parte del collegio sindacale. E’ vero che ci sono altri consiglieri ed altri del collegio sindacale che non abbiamo ancora conosciuto, ma averci parlato è stata molto utile e rassicurante anche per le prospettive dell’Associazione. Rita Maria sta lavorando molto per decentrare le responsabilità. Logico che da presidente, alcune non le potrà mai evitare, ma diciamo che ha già fatto tanto in questa direzione. La discussione che abbiamo fatto mercoledì sera è stata molto interessante e non ve la posso raccontare in pochi minuti, ma vi anticipo che ci ha dato molti elementi nuovi sull’Associazione che non avevamo. Ora abbiamo più chiaro il quadro operativo e dirigente della Pequena Fraternitade.

Il giorno dopo, ieri, giovedì, siamo stati in banca (Banco do Brasil,la maggiore del Paese) con Ju, Claudio e Rita Maria ed abbiamo verificato alcune questioni tecniche che avevamo studiato il giorno precedente.

Siamo partiti da diverse esigenze condivise con gli amici della Pequena: trasparenza delle operazioni; necessità di spendere il  meno possibile in commissioni bancarie per i trasferimenti; rapidità nei passaggi di denaro e tempestività dei pagamenti dei fornitori; regolarità della documentazione ai fini dei rendiconti de Il Villaggio per la regione, Prosolidar e, speriamo, per la Fondazione Banco di Sardegna se ci donerà il contributo richiesto.

La soluzione ai nostri problemi sta nel contratto: ci sarà un contratto tra Il Villaggio e la Pequena Fraternitade che dettaglierà le finalità del contributo, gli obiettivi operativi, il Piano Finanziario, i ruoli di ciascuno e le singole funzioni che saranno responsabilizzate; per esempio il direttore dei lavori (che è già individuato in Marco Antonio), il Capo cantiere (Joselito, come nel caso della costruzione della struttura esistente), il Tesoriere (Ju), etc.

A questo punto l’esigenza di avere un nostro conto corrente in Brasile decade; noi trasferiremo i soldi su un nuovo conto corrente della Pequena Fraternitade, dedicato solo al progetto della palestra; i trasferimenti saranno fatti secondo cadenze periodiche stabilite in contratto e con modalità di rendicontazione ugualmente definite nel contratto. Ci conforta aver conosciuto una persona che professionalmente fa e segue contabilità, come Ju.

Il responsabile della Banca ci ha detto che non esiste alcun problema per trasferire a bassi costi i fondi da Banca Prossima-Gruppo Intesa San Paolo (dobe noi abbiamo i fondi) al Banco do Brasil.

Oggi, infine, abbiamo fatto un incontro con Joselito e Rita Maria per vedere la nuova versione del progetto fatta da MarcoAntonio. Detto che piace a tutti, le preoccupazioni ora sono volte ad individuare ditte e ricevere preventivi che ci permettano di stare nei costi preventivati; in alternativa verrà realizzato un lotto dell’intero progetto.

Domenica abbiamo in programma un appuntamento finale e collettivo con tutto il gruppo dell’Associazione, con Marco Antonio e Joselito, per definire tutti i passi successivi. Io ho preso impegno di portare una bozza del contratto in modo che lo possano iniziare a discutere, come faremo anche noi a Cagliari, per poi arrivare alla stipula entro il mese di aprile o maggio; comunque, prima di iniziare non solo i lavori, ma anche qualsiasi invio di contributi in Brasile, avremo definito un modo di comportarci che ci darà molta serenità ed efficacia.

Avrei da dirvi tante altre cose su questa nostra permanenza in Brasile, ma devo lasciare qualcosa per quando ci vedremo al nostro rientro…Specie quelle più curiose e divertenti. Vi anticipo che abbiamo avuto modo di conoscere un’altra Salvador rispetto alla prima esperienza di novembre 2009 durante la quale ci eravamo immersi quasi totalmente alla Pequena Ponte e poco avevamo visto/conosciuto della città e di Bahia. Siamo molto contenti di questa nuova esperienza che, per quanto non ancora finita, è senza dubbio molto più ricca della precedente; consapevoli del privilegio di averla fatta faremo il possibile per condividerla con tutti voi; abbiamo molte foto e riprese da mettere in comune, se lo vorrete. Gigi, anche tanto lavoro per te e per il sito…

Vi saluto con un abbraccio, come sempre, anche da parte di Chiara.

Ciao, Ignazio