Il Villaggio dei rifugiati
“Ad Aylan, il bimbo siriano senza vita nella spiaggia di Bodrum in Turchia”

Oggi , 4 settembre ’15, Francesca ha voluto condividere con tutti noi il suo disagio per quanto, di terribile, sta avvenendo in questi giorni .
La sua domanda è la nostra domanda: possiamo fare qualcosa?
La risposta è SI ! Tutti insieme …. Facciamo qualcosa !! PROVIAMOCI !!
Il Villaggio per i rifugiati
Ignazio ciao,
volevo chiederti se come associazione non possiamo fare nulla per quanto di terribile si sta consumando sotto i nostri occhi questi giorni, ovvero lo sbarco dei profughi siriani sulle nostre coste. Hai qualche idea? Qualche contatto? Io vorrei fare qualcosa ma non so proprio in che modo…
Francesca
Ciao, Franci,
domanda tosta e risposta ancora più tosta. Per questo metto soci e amici a conoscenza. Quel che accade queste settimane, anche in Sardegna, ci interroga ancor più di quanto vediamo in televisione da molti mesi.
Non credo che la risposta sia fare una donazione in denaro che pure potremo disporre dalle casse dell’Associazione e da quelle nostre personali.
I profughi hanno disperato bisogno di acquisire una nuova cittadinanza e disperato bisogno di un lavoro. Per questo vedono l’Italia come un passaggio verso i paesi europei che offrono maggiori possibilità. Nel frattempo c’è necessità di tanta solidarietà ed assistenza, ma mi risulta che questo accade nei campi organizzati a terra, anche in Sardegna, con strutture a questo scopo dedicate e sostenute pubblicamente, oltre che dal volontariato.
Io non conosco nessuno che operi nei campi, ma forse qualcuno dei nostri amici si? In tal caso si faccia avanti perché credo che non solo Francesca, ma anche altri di noi, abbiano piacere di rendersi utili nella solidarietà.
Sentiamo tutti forte il peso della nostra condizione privilegiata e vorremmo restituire qualcosa a chi ha molto meno di noi.
Chiunque abbia un’idea o una proposta si faccia avanti.
Ciao, Ignazio
Buongiorno,
una volta tanto in Sardegna funzioniamo meglio di altri, anche ieri ero alle prese con l’ennesimo sbarco e sono sempre più convinto della qualità della protezione civile e delle associazioni che vi collaborano.
Per cui forse la risposta è più facile di quanto non sembri. Si può prendere contatto con le Associazioni iscritte all’albo della protezione civile ed entrare a farne parte. Infatti servono beni (viveri, indumenti, ecc.), ma soprattutto opportunità di ospitalità, logistica e persone che collaborino.
A mio parere è più utile inserirsi in soggetti che già stanno dando molto e con competenza che inventarsi qualcosa di nuovo.
Cercherò di farvi avere qualche indicazione, perché è una situazione con molte luci ed ombre (forse più ombre a causa del maledetto dio denaro e soldi in questa vicenda ne stanno girando molti), ma le luci ci sono, intorno a noi nel volontariato e nel pubblico.
Un abbraccio, Franco
grazie, Franco; anch’io penso quello che hai scritto; forse sbaglio, ma ho l’impressione che non tutti i soggetti che si stanno muovendo lo fanno con la stessa serietà, per cui se ci segnali strutture serie, appena ci dai qualche riferimento ci potremo muovere.
Ciao, Ignazio
Caro Ignazio,
che ne dici di contattare don Marco, direttore della Caritas e parroco di S. Eulalia per chiedere come potremmo renderci utili?
un abbraccio, Alessandra
Vorrei precisare che la mia contrarietà alle donazioni (generiche) non significa che non si possa mettere a budget una somma all’interno delle nostre disponibilità (previa verifica del direttivo) per meglio svolgere le nostre azioni, pur se saranno svolte sotto l’egida di altri soggetti; anche in questo caso massima disponibilità a recepire proposte. Conto di convocare, in ogni caso, a breve il direttivo de Il Villaggio.
Ciao, Ignazio



