Piccola fraternità
Breve scheda sulla Piccola Fraternità di Salvador de Bahia (Brasile)
La “Pequena Fraternidade” di Salvador, città di oltre 2.000.000 di abitanti capitale dello Stato di Bahia, nel Nord Est del Brasile, è stata fondata su iniziativa di alcuni operatori sociali nella città brasiliana e dal “piccolo fratello” Giovanni Cara, con l’obiettivo di riscattare e reinserire socialmente bambini e giovani adolescenti, sottraendoli alla povertà, alla violenza della strada e del quartiere, al traffico della droga e delle armi.
L’associazione opera dal 1992 ed ha realizzato una serie di attività alcune di esse ancora in corso:
- costruzione e gestione di un Centro di Accoglienza per i “meninos da rua” nel barrio (Areal) più difficile della città.
In questa struttura accoglieva circa 70 bambini, 35 di mattina e 35 di pomeriggio, di età compresa tra i 7 e i 11 anni, con propri operatori assisteva e accompagnava i bambini nell’attività scolastica, sociale ed educativa, garantendo loro il pasto principale.
Questa attività dal marzo 2008 è stata sospesa, a causa delle difficoltà economiche e delle feroci guerre tra bande rivali che imperversano nel quartiere, esponendo gli operatori e gli stessi bambini a rischi vitali;
- costruzione e gestione di un centro di aggregazione e formazione “Pequena Ponte” (piccolo ponte = ponte per passare dalla difficile condizione di emarginazione ad una condizione di consapevolezza e di volontà di riscatto) per persone più mature in difficoltà sociale, al fine di favorire il confronto e la loro crescita morale e sociale.
Questa iniziativa, maturata nel 2003, ha avuto come germe iniziale quello di realizzare un allevamento avicolo che permettesse, con l’esercizio di una attività d’impresa, di agevolare i giovani a rendersi consapevoli di essere artefici principali del proprio riscatto.
La realizzazione di tutte queste iniziative ha avuto qui in Italia il supporto della associazione gemellata “La Giara Incrinata”.
Ci sono stati anche interventi da parte pubblica, come la Regione Sardegna, oltre la solidarietà espressa in tutti questi anni dai singoli privati e da diverse altre associazioni come, in Sardegna, la Comunità di San Rocco, la Comunità de La Collina e la Rete Radiè Resh – gruppo di Cagliari, a Roma e Verona con altri gruppi di sostegno.
Il sostegno pubblico è stato solo temporaneo ed ora le attività della Piccola Fraternità si basano solo sulle proprie forze e sulla solidarietà dei privati.
Dal 2007 l’esperienza dell’allevamento avicolo in Piccolo Ponte è stata ridimensionata per problemi logistici ed operativi (principalmente la mancanza della figura dell’imprenditore di riferimento).
L’iniziativa pur continuando ad avere un ruolo utile come strumento di aggregazione e di responsabilizzazione dei ragazzi, non è riuscita ad assumere una rilevanza economica e produttiva in senso stretto.
Preso atto delle difficoltà ha avviato la realizzazione di una attività sportiva, che sembra avere maggiore risposta nei confronti dei ragazzi, quella dalla scuola sportiva di ju-jitsu.
L’esercizio educativo – agonistico di questa arte marziale, di difesa, contribuisce a formare il giovane all’auto-controllo e all’auto-disciplina, nel rispetto di regole condivise e di regole formali, attraverso una vita quotidiana in comune.
In questa attività la formazione scolastica e la vita comunitaria proposta, per ora, ad numero ristretto di essi diventa parte integrante anche dei successi sportivi.
Da quanto emerso, nella visita fatta dalla associazione “Il Villaggio” al Piccolo Ponte nel dicembre 2009, la Piccola Fraternità avrebbe piacere di realizzare una palestra per svolgere in modo più organizzato l’attività sportiva, mettere a frutto le capacità dei ragazzi più esperti, come allenatori/istruttori, aumentare il numero di ragazzi che possono essere seguiti; svolgere, con apposite strutture, anche attività di accoglienza/turismo verso ospiti che vogliono approfondire la conoscenza dell’esperienza di vita comunitaria e reinserimento sociale che si svolge.


