Il Viaggio in Brasile

Un’esperienza di vita comunitaria, allegra e impegnata allo stesso tempo

A dicembre 2009 siamo stati in Brasile per una decina di giorni e siamo andati a  trovare gli amici della Piccola Fraternità nella Pequena Ponte a Salvador Bahia e la Comunità san Francesco a San Paolo; abbiamo fatto un’esperienza comunitaria tra noi (Andrea, Matteo, AnnaRita, Marco, Daniela, Chiara e Ignazio) e con persone di altra cultura; un’esperienza che ci ha trasformato un po’.

 Stando insieme 24 ore al giorno si è sviluppata un’amicizia  tutt’altro che scontata; non eravamo persone della stessa età; alcuni, prima del viaggio, si conoscevano poco o niente. Pur in una breve esperienza abbiamo assaporato il senso dell’amicizia, uno dei valori fondanti dell’Associazione IL VILLAGGIO; uno dei valori più forti in cui ha creduto Nunzio.

Personalmente è come se avessi rivissuto le esperienze dei campeggi o delle “uscite” della nostra “vecchia comunità” di trentacinque anni fa; con una differenza: non una generazione che sperimenta l’amicizia, ma due generazioni insieme; per me, ma credo anche per i ragazzi, questo confronto tè stato bellissimo; anche in questo aspetto ho trovato realizzato viaggio, quel desiderio, che è patrimonio dell’Associazione, di fare una condivisone di vita e amicizia tra generazioni diverse.

Un’amicizia che si è concretizzata soprattutto nelle discussioni, spontanee, che ci sono state (una su tutte la decisione su chi dovesse andare a visitare il quartiere “pericoloso” dove si trovava originariamente la Piccola Fraternità) oppure il commento a seguito di una testimonianza di una esperienza particolare e sul senso che possono avere per noi e come testimoniare agli altri soci dell’Associazione le cose che abbiamo visto.

 L’atmosfera del viaggio, libera da alcune inibizioni; la cultura bahiana ha fornito il contesto giusto nel quale calarsi; l’incontro con persone generose e molto ricche di valori ha fatto il resto.

Da questa miscela di condizioni si è sviluppato un rapporto molto bello che ci piacerebbe si potesse replicare anche in gruppo più allargato ed anche nel nostro vivere in Sardegna. Dipende solo da noi.

Importante è stato incontrare un gruppo che fa vita comunitaria tutti i giorni.

Alla Pequena Ponte, ma anche con gli amici della Comunità San Francesco a San Paolo, si è instaurato un rapporto molto forte e lo si poteva sentire anche “fisicamente”, per esempio dal tipo di abbraccio che ci siamo scambiati;  oppure dal tipo di accoglienza ricevuta, un’ospitalità che può suonare strana tra persone che prima non si conoscevano e che ha fatto meravigliare anche qualcuno di noi.

 Le esperienze di solidarietà che abbiamo visitato, come quasi sempre nel Sud del Mondo, hanno un fondamento nella religione pur essendo gestite, prevalentemente, da laici; non è la religione che intendiamo noi in Occidente. In queste esperienze l’incontro con un Dio che ha sete di giustizia e di carità, è nel quotidiano. Direi che se da noi, spesso, la fede è un’incontro con la Chiesa-Istituzione (motivo per cui succede sempre più che, chi non si ritrova con la Chiesa,  perde la fede stessa) nelle esperienze che abbiamo visitato la fede è un incontro con la Chiesa-Amore, cioè con persone che hanno bisogno del nostro amore. Una comunione delle gioie, dei problemi, delle difficoltà, della crescita umana e sociale. La religione è vissuta svincolata dai “riti” come siamo abituati a vedere; si fa tutt’uno con la vita della Comunità e  si adatta ai suoi tempi ed ai suoi modi.

Per la nostra associazione, nata laica (e che laica è giusto che resti) incontrare delle esperienze di solidarietà che fanno anche un’esperienza di fede non può essere che un arricchimento, sia per chi è credente, sia per chi non lo è.

 Ignazio